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Concorrenza sleale: divieto di concorrenza o violazione patto di non concorrenza

La concorrenza sleale è un grave problema aziendale che comprende tutti i casi in cui vengono utilizzati mezzi  illeciti (di qualsiasi tipologia) per ottenere un vantaggio rispetto alla concorrenza.

L'etica professionale dei lavoratori dovrebbe essere scontata per chi entra nel mercato del lavoro ma nella realtà sono molti i casi di soci, dipendenti, o ex dipendenti infedeli, che per interesse personale mettono a rischio il patrimonio aziendale.

Quando ci si trova coinvolti in un caso del genere è difficile tutelarsi indipendentemente a livello legale perché sono richiesti elementi probatori specifici, che sono difficili da fornire in modo autonomo. Sasso e Gobbi per le imprese svolge investigazioni private volte alla raccolta di prove certificate che possono essere utilizzati in tribunale.


Indagini violazione patto di non concorrenza

Le indagini affrontate da Sasso e Gobbi in questo campo hanno coinvolto numerose aziende, supportandole nel processo di raccolta di prove e nella fase giudiziaria.

Per avere un grande vantaggio e facilitare l’azione legale è importante che l’azienda sia preparata ad affrontare ogni eventualità facendo sottoscrivere preventivamente ai propri dipendenti un patto di non concorrenza, così che in caso di comportamento scorretto si possa procedere con un licenziamento per la violazione del patto di non concorrenza, e sia pertanto possibile difendersi anche dopo l’avvenuto licenziamento o le dimissioni del responsabile.

Si prenda in considerazione il fatto che in assenza di patto di non concorrenza l'ex-dipendente ha la possibilità di aprire un'attività che abbia lo stesso oggetto sociale, purché non risulti colpevole di comportamento scorretto durante il precedente periodo di impiego presso l'azienda.


L’assistenza legale

L’azienda deve tenere conto che la legge prevede la possibilità di incaricare un investigatore privato con il fine di ricercare prove a sostegno della tesi di comportamento illecito da parte dell’ex dipendente. Le prove ottenute dall’investigatore al termine dell’indagine sono completamente utilizzabili sia in fase giudiziale, sia in fase stragiudiziale nella contesa per l’attività di concorrenza sleale di un dipendente.

Prima di attivare una procedura giudiziaria al datore di lavoro può essere utile aver già delle prove che dimostrino la condotta scorretta del soggetto in questione, questo perché più volte capita che in assenza di prove sul reale motivo di accusa l’attenzione venga spostata o venga fornita documentazione su altri tipi di atti illeciti (ad es. furti, diffamazioni, danneggiamenti), che possono non sono realmente utili alla causa.

Grazie alla licenza ex art. 134 del Tulps Sasso e Gobbi Investigazioni può procedere con indagini mirate e specifiche, ottenendo risultati che possono essere certificati ed utilizzati come prove ufficiali.

Hai dubbi che tuoi soci, dipendenti, o ex dipendenti siano infedeli?


Concorrenza sleale: divieto di concorrenza o violazione patto di non concorrenza

La concorrenza sleale è un grave problema aziendale che comprende tutti i casi in cui vengono utilizzati mezzi  illeciti (di qualsiasi tipologia) per ottenere un vantaggio rispetto alla concorrenza.

L'etica professionale dei lavoratori dovrebbe essere scontata per chi entra nel mercato del lavoro ma nella realtà sono molti i casi di soci, dipendenti, o ex dipendenti infedeli, che per interesse personale mettono a rischio il patrimonio aziendale.

Quando ci si trova coinvolti in un caso del genere è difficile tutelarsi indipendentemente a livello legale perché sono richiesti elementi probatori specifici, che sono difficili da fornire in modo autonomo. Sasso e Gobbi per le imprese svolge investigazioni private volte alla raccolta di prove certificate che possono essere utilizzati in tribunale.


Indagini violazione patto di non concorrenza

Le indagini affrontate da Sasso e Gobbi in questo campo hanno coinvolto numerose aziende, supportandole nel processo di raccolta di prove e nella fase giudiziaria.

Per avere un grande vantaggio e facilitare l’azione legale è importante che l’azienda sia preparata ad affrontare ogni eventualità facendo sottoscrivere preventivamente ai propri dipendenti un patto di non concorrenza, così che in caso di comportamento scorretto si possa procedere con un licenziamento per la violazione del patto di non concorrenza, e sia pertanto possibile difendersi anche dopo l’avvenuto licenziamento o le dimissioni del responsabile.

Si prenda in considerazione il fatto che in assenza di patto di non concorrenza l'ex-dipendente ha la possibilità di aprire un'attività che abbia lo stesso oggetto sociale, purché non risulti colpevole di comportamento scorretto durante il precedente periodo di impiego presso l'azienda.


L’assistenza legale

L’azienda deve tenere conto che la legge prevede la possibilità di incaricare un investigatore privato con il fine di ricercare prove a sostegno della tesi di comportamento illecito da parte dell’ex dipendente. Le prove ottenute dall’investigatore al termine dell’indagine sono completamente utilizzabili sia in fase giudiziale, sia in fase stragiudiziale nella contesa per l’attività di concorrenza sleale di un dipendente.

Prima di attivare una procedura giudiziaria al datore di lavoro può essere utile aver già delle prove che dimostrino la condotta scorretta del soggetto in questione, questo perché più volte capita che in assenza di prove sul reale motivo di accusa l’attenzione venga spostata o venga fornita documentazione su altri tipi di atti illeciti (ad es. furti, diffamazioni, danneggiamenti), che possono non sono realmente utili alla causa.

Grazie alla licenza ex art. 134 del Tulps Sasso e Gobbi Investigazioni può procedere con indagini mirate e specifiche, ottenendo risultati che possono essere certificati ed utilizzati come prove ufficiali.

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